Al culmine della razionalità moderna, giunti ad avvertire le vertigini della ragione, quel misto di fascinazione e repulsione che afferra l’uomo dinanzi all’impossedibile fondo dell’Esistente, Schelling e Nietzsche – antesignano e vetta estrema della krisis - si rivolgono all’Originario che, in quanto è Volontà che si converte in assoluta Libertà, è in grado di fondare un nuovo inizio, superando la deriva nichilista prodotta dalle false unità del Sistema hegeliano.Un nuovo inizio che è un pericoloso equilibrio tra la forma che l’essere anela sempre ad assumere e la Libertà che da ogni forma è sciolta: un tragico gioco tra apollineo e dionisiaco che segna il pensiero di Nietzsche e che Schelling risolve nell’amore per l’esistente che continuamente vince il poter-non-essere della Libertà, in un esito non dissimile dalla immagine dell’Oltreuomo nietzscheano, «la cui volontà – scrive Massimo Cacciari nella Prefazione – si apre alla Libertà come essenza dell’Essere».
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